Radici è il nuovo festival estivo dei Giardini della Filarmonica

- (Foto credit: Max Pucciarello)
- Dal 18 giugno al 2 luglio, nell'incantata atmosfera de i Giardini della Filarmonica Romana, nel cuore di Roma, , si svolgerà il Festival estivo RADICI, a cura del direttore artistico Domenico Turi. La rassegna instaurerà un dialogo tra passato e presente, tra memoria e innovazione, esplorando culture da tutto il mondo. Nel ricco programma musica classica, tradizionale, elettronica, jazz, danza e teatro diventano strumenti preziosi per conoscere, comprendere e crescere.
- In questo angolo verde e silenzioso , risuoneranno per due settimane musiche provenienti da ogni angolo del pianeta: dal Giappone alla Colombia, dall’Indonesia all’Argentina, passando per Polonia, Spagna, Francia, il Mare Nostrum, la cultura iraniana e molto altro.
- "Restiamo fedeli all’appuntamento estivo – ha detto il presidente Paolo Baratta introducendo la conferenza di presentazione del Festival- grati alle rappresentanze ufficiali dei paesi presenti a Roma che hanno collaborato, lieti di poter proporre un programma intenso, vario e articolato nelle consuete due proposte quotidiane, in Sala Casella e di sera nei Giardini, per un totale di 25 appuntamenti".
- “Il Festival – ha proseguito Domenico Turi – sarà come un lungo viaggio. Un’esplorazione profonda di ciò che ci tiene ancorati, di ciò che ci forma e, spesso, di ciò che rimane invisibile ma essenziale. Le radici sono tradizioni scritte e orali, suoni ancestrali, lingue e ritmi che attraversano generazioni e luoghi. Ma le radici sono anche ciò che non si vede. Sono le esperienze intime, le emozioni nascoste, le storie personali che plasmano ogni individuo. Come le radici di un albero, si sviluppano sotto la superficie: silenziose, complesse, fondamentali. Questo festival invita a portare alla luce queste dimensioni, trasformandole in espressione artistica”

- (Fonte foto: ballareviaggiando.it)
Nella consolidata formula del doppio appuntamento quotidiano - il primo alle ore 20 in Sala Casella, il successivo alle ore 21.30 all’aperto nei Giardini – il Festival inaugura giovedì 18 giugno con Il profumo della musica, Brindisi, Trinklieder e brani conviviali nella musica dei grandi compositori (ore 20) con il pianista, scrittore e divulgatore Giovanni Bietti, in un percorso da “degustazione musicale”. Segue (ore 21.30) il concerto Lema di Paolo Angeli. Una performance in cui il musicista sardo canta e suona la sua chitarra preparata, una sorta di “orchestra a 25 corde”, inventata da Angeli circa trent’anni fa, dalla musicalità cangiante. Influenze del free jazz, folk sardo, pop minimale, flamenco contemporaneo, musica araba e post-rock, confluiscono in una sintesi di linguaggio che costituisce lo stile personalissimo dell’artista.
Per la prima volta fa il suo ingresso nei Giardini il 19 giugno un’Orchestra di Gamelan indonesiana, grazie a un laboratorio degli studenti dell’Università La Sapienza che ha approfondito le tradizioni musicali dell’isola di Giava. La serata viene preceduta dal concerto Architetture sonore in Sala Casella che conclude l’anno accademico del Master di interpretazione della musica contemporanea del Conservatorio Santa Cecilia di Roma.
Anche quest’anno non mancherà Musica Amata, cui si affianca come novità il progetto di Danza Amata, una performance di danza che mette in relazione tradizioni afrocaraibiche, latinoamericane e mediterranee.Come noto, Il Festival dà spazio agli amatori e dilettanti (nel senso nobile del termine) che suonano e danzano non per professione ma per passione, ritornando alle radici dell’Accademia Filarmonica, nata nel 1821 per volontà di alcuni nobili dilettanti romani.Sempre il 20 giugno, dunque, il concerto dell’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, diretta da Massimo Munari .
A grande richiesta, il 21 giugno, tornano nei Giardini i Munedaiko, gruppo formato dai tre fratelli Mugen, Naomitsu e Tokinari Yahiro, che tramanda la pratica millenaria del Taiko, i tradizionali tamburi giapponesi, dal suono potente e ancestrale. In Sala Casella una insolita formazione di quartetto di viole, con Luca Sanzò, violista di lunga esperienza, insieme a tre giovani talenti Simona Ruisi, Michela Marchiana e Mara Badalamenti, esplora la scrittura contemporanea per questo strumento, con l’esecuzione di brani di Daniele Carnini (in prima assoluta), Francesco Giore e Giona Mason.
Un omaggio alla musica francese, il 23 giugno, con Miniature per arpa affidato a Lucie Spedicato, vincitrice del Premio Valentino Bucchi per l’Interpretazione della Musica Contemporanea 2025. L’arpista prende le mosse dalle rarefatte atmosfere del primo Novecento francese per giungere alle più audaci esplorazioni sonore odierne. A seguire nei Giardini il concerto del polacco Atom String Quartet, formazione unica nel suo genere, che unisce la tradizione quartettistica classica con l’improvvisazione e la world music.
Il 24 giugno una serata a teatro nei Giardini con Per futili motivi di Andrea Muzzi, regia di Marco Carniti, con gli attori Carlotta Proietti ed Ermenegildo Marciante. Una storia ambientata in un futuro distopico nel quale l’odio diventa legge e collante sociale, e in cui l’aggressività la fa da padrone; unica arma, la forza disarmante della gentilezza. Apertura della giornata con l’omaggio a Ennio Morricone in versione duo, con il violoncello di Alessandro Guaitolini e il pianoforte di Emanuele Stracchi, che esegue alcune pagine della sua musica per film in originali trascrizioni per violoncello e pianoforte.
Gradito ritorno del pianista e divulgatore Luca Ciammarughi che il 25 giugno propone un concerto eclettico, dove l’Adagietto di Mahler incontra Life on Mars? di David Bowie, svelando l’anima segreta del pianoforte tra pop e musica classica. Nei Giardini un salto nel Seicento con il Thaleia Ensemble: Ángela Lobato del Castillo (violoncello), Laura Martínez Boj (soprano) e Marina Bonetti (arpa) guidano il pubblico alla scoperta del repertorio meno noto, se non sconosciuto, delle compositrici del Barocco spagnolo e italiano.
Immancabile la giornata dedicata alla cultura iraniana, divenuta negli anni uno degli appuntamenti di maggior richiamo del Festival. Il 26 giugno si approfondiranno le tradizioni musicali persiane, dal repertorio più antico alle nuove tendenze della musica d’oggi.
Il 27 giugno nei Giardini La notte del tango è l’omaggio all’Argentina dell’ensemble Aguante, che con i danzatori Cristina e Leonardo Elias ripercorre la storia del tango con alcuni dei suoi autori più celebri, fra cui, immancabile, Astor Piazzolla. In Sala Casella il secondo appuntamento di Musica Amata con due formazioni in Quintetto che eseguono lavori di Mozart e Schubert.
Il 30 giugno si rinnova la collaborazione con il Master in Sonic Arts dell’Università di Roma “Tor Vergata” che vede il coinvolgimento anche di college e università americane: il concerto Il suono dell'invisibile. Omaggio a Rilke e Monet nel centenario della scomparsa raccoglie i lavori in prima assoluta realizzati in un dialogo interdisciplinare tra musica, letteratura e arti visive, sintesi tra innovazione tecnologica e ricerca artistica contemporanea. Segue nei Giardini Ballads: elogio della lentezza con la voce di Raffaella Misiti e il racconto di Arianna Gaudio, accompagnate da un ensemble strumentale. È l’occasione per abbassare i toni e le luci, riscoprire l’andamento lento e la necessità di riprendersi il tempo, lasciandosi andare alla musica, al canto, alle parole. La serata è introdotta da Vincenzo Martorella, voce autorevole della storia del jazz e critico musicale.
Il 1° luglio L’utopia del suono: omaggio a Henze, ricorda nel giorno esatto in cui cadono i cento anni della nascita, uno dei compositori più grandi del nostro tempo, che scelse l’Italia come paese d’azione. Il Cimarron Ensemble Duo, ovvero Ivan Mancinelli alle percussioni e Christina Schorn-Mancinelli alla chitarra, propone le musiche del maestro, accanto a quelle di Stefano Taglietti, Luca Lombardi e a una prima esecuzione assoluta di Francesco Antonioni. Segue nei Giardini il concerto di Vento, progetto internazionale franco-italo-brasiliano, nato dall’idea del pianista italiano Davide Petrillo e del chitarrista e poeta brasiliano Fernando Schirr, di creare un collettivo di artisti dedito all’esecuzione delle composizioni del duo e della vasta tradizione di musica brasiliana. Il repertorio attraversa un’ampia gamma di ritmi afro-brasiliani e li fa dialogare con testi d’autore in lingua portoghese e italiana, dalla impronta jazzistica.
La giornata conclusiva del 2 luglio si alternerà fra teatro e musica. In Sala Casella la prima assoluta di L’amore che ti diedi: le verità di Maria Antonietta e Lietta Pirandello, un omaggio a PIrandellko e alla sua dimensione affettiva femminile. E nei Giardini gran finale con l’entusiasmo e l’allegria della Colombian Latin Band, l’orchestra di studenti del Conservatorio del Tolima che rilegge la tradizione popolare del proprio Paese attraverso il linguaggio dell’improvvisazione jazzistica.
Il punto ristoro dei Giardini quest’anno sarà curato da OSTEnse “vini, birre, fermenti e vivande”.
Tutto il programma su filarmonicaromana.org
Biglietti: da 5,50 a 26 euro (comprensivi di prevendita). Info: tel. 342 9550100, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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